Mercoledì sera sono stata al cinema a vedere l'attesissimo film tratto dall'opera prima di Paolo Giordano, La Solitudine dei numeri primi...
Premetto che ho messo il libro nella mia lista dei libridacomprareassolutamente appena uscì... poi chiaramente è passato un po' di tempo prima che riuscissi a smaltire la lista fino al suo turno... quindi appena ho comprato il libro, sapendo che nel giro di qualche mese sarebbe uscito anche il film, ho optato per quella che ritengo sia una delle regole d'oro dell'appassionata di cinema/letteratura doc... ovvero mai leggere un libro prima di vedere il film... situazione che aumenta in maniera esponenziale la possibilità di rimanere delusi dalla trasposizione cinematografica... o almeno, questo vale per me, che nel limite del possibile rispetto questa mia regoletta!
Apro parentesi... lo ammetto.. a volte non riesco ad aspettare.. poi però ho sempre qualcosina da ridire sui film! Chiudo parentesi!
Il film mi è piaciuto... in molti mi hanno chiesto se avessi capito la trama, a causa dello svolgersi della stessa su tre piani temporali distinti che si fondono e si accavallano in continuazione... la mia risposta è si... credo che i flashback contribuiscano a rendere leggermente più dinamica una trama di per sè molto piatta.. non in senso negativo, ovviamente fa parte del gioco!
Un applauso dal cuore a Luca Marinelli e alla sua collega (che non me ne voglia, ma ha un nome impronunciabile che non ricorderò mai!!), meravigliosi anche in questi ruoli decisamente impegnativi!
Unica nota negativa le film l'aver scelto di relegare la spiegazione del titolo, e conseguentemente anche della storia, a pochi attimi durante una rumorosa festa di matrimonio, in cui la musica impediva a tratti di capire le parole...
Forse prima o poi capita a tutti di incontrare il proprio "primo gemello", quella persona così vicina e allo stesso tempo così irragiungibile...
Ho pianto molto, ma anche riflettuto molto... su quanto sia importante avere una famiglia solida alle spalle, su quanto faccia bene alla mente e al cuore...
su quanto spesso alcune situazioni riescano a cambiare il corso di una vita, a volte in positivo, altre in negativo, come avviene per i protagonisti del film.
Ho riflettuto anche su quanto possa essere ingombrante il passato, soprattutto quando si cerca in tutti i modi di allontanarlo... quando sembra sorgere un piccolo barlume di speranza, un nuovo inizio, la sua presenza torna a farsi sentire... soffocante e spiazzante.. proprio come nel finale del film... un finale aperto, che ci lascia da soli a pensare se, matematica a parte, due numeri primi possono trovare un modo per avvicinarsi, o sono davvero destinati ad un'esistenza di solitudine...
Questo film mi ha fatto pensare ad una poesia di Emily Dickinson... ve la lascio, per riflettere un po...
IL PASSATO
E’ una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all’estasi
O alla disperazione.
Se qualcuno l’incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!
















