"Ou ne voit bien qu'avec le coeur...
L'essentiel est invisible pour les yeuse"

(Antoine De Saint Exupery)

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venerdì 9 luglio 2010

Ciao Angelo...

Ciao Angelo,
Come va? Che combini lassù?
Ogni tanto provo a immaginarti... nella tua nuova casa, nel tuo nuovo mondo... ti immagino vestita di bianco... o forse sei ancora con il pigiamino? quello che portavi quando te ne sei andata via... no, credo di no... quello era tutto sporco e rovinato... La tua sorellina è li con te, vero? sempre insieme voi due... Alcune volte mi capita di pensare che se proprio dovevate intraprendere questo lungo viaggio, è meglio che siate partite insieme... non avreste sopportato di stare separate per così tanto tempo...
Proprio l'altro giorno sono passata davanti a casa vostra.. le macerie non ci sono più... al loro posto è rimasto solo un grande vuoto tra i palazzi... ho sentito dire che forse lì non ricostruiranno... che il terreno non era adatto, che si era costruito sopra le vecchie cave, riempite con materiale di riporto che nel corso degli anni è stato portato via dalle falde acquifere sotterranee.. così con la scossa del 6 aprile i palazzi sono letteralmente spofondati nel vuoto... portandosi via le vite che ospitavano... 
Qui le cose sono molto diverse da come le hai lasciate... il centro è completamente blindato... presidiato 24 ore su 24 dall'esercito... la sera appena il sole tramonta non si accendono più le luci, tutto viene avvolto nel buio e nel silenzio... anche l'università un po è cambiata.. ma non molto.. la nostra facoltà ha retto bene la scossa ed è stata riaperta quasi subito... solo i laboratori sono ancora nelle tensostrutture... ma tu queste cose le sai già vero?
Ci guardi sempre da lassù? Immagino le risate che ti farai a vederci entrare all'università sempre di fretta, con tremila libri in mano e la borsa appesa al braccio...
L'hai appesa al muro della tua nuova cameretta la tua laurea "ad memoriam"?  Non ti piace eh... tu volevi prenderla insieme a noi, volevi finire gli esami, a te non piacciono le scorciatoie... 
Sai, ti ho dedicato la mia tesi... e non piangere... che altrimenti mi commuovo anch'io... e stamattina mi sono ripromessa di non piangere... oggi non devo piangere perchè oggi deve essere un giorno di festa... è il tuo compleanno! Oggi compi 26 anni...
Stamattina appena mi sono svegliata sono uscita sul balcone e ho guardato in cielo... c'era solo una nuvoletta simpatica che passeggiava solitaria... tu eri li vero? io credo di si... Ti è arrivato il bacio che ti ho mandato? 
Si, lo so.. ti sto facendo un interrogatorio... è che vorrei sapere come stai, come te la passi lassù... tu sai tutto di noi, ma noi non possiamo sapere nulla di te...
Scusa se non sono mai venuta a trovarti nella bella casa che i tuoi genitori ti hanno sistemato quaggiù da quando sei partita... ma non è che mi va tanto... insomma, li c'è solo la tua foto.. non voglio venire a trovarti se poi non possiamo parlare e abbracciarci... preferisco guardare verso l'alto e immaginarti sulle nuvole che attraversano il cielo... ti immagino allungata a pancia in giù a guardare verso il basso.. mentre canticchi una canzone di Vasco, magari...
Ti manco almeno un po? Tu mi manchi tanto... mi manca il tuo sorriso, la tua voglia di vivere... le tue meravigliose fossettine sulle guance...
Sono giorni un po strani... non ho voglia di fare nulla, vorrei solo poter avere una macchina del tempo che mi riporti indietro... ho tanta nostalgia e poca voglia di andare avanti, piango spesso, quando sono sola perchè non voglio che anche chi mi sta intorno si intristisca... ma passerà... ne sono passati tanti di periodi così in questi quindici mesi... 
Sono già passati 15 mesi da quando ho sentito la tua mamma alla tv che vi cercava... quando l'ho sentita pronunciare il tuo nome... mi è mancato il terreno sotto i piedi... ero tornata a casa da poco e ancora non riuscivo a chiudere occhio, continuavo a sentire la casa muoversi e le ambulanze, le grida... anche se ormai ero abbastanza lontana da L'Aquila... quei rumori mi avevano seguita lungo il tragitto fino a casa dei miei...
Come potevo immaginare che tu eri già andata via... avevi anticipato il tuo rientro a L'aquila, come se ad aspettarti ci fosse qualcosa di molto importante...
Poi ho fatto qualche telefonata per avere notizie più precise e mi hanno detto che vostro fratello Alessandro aveva già fatto il riconoscimento... ormai non c'era più spazio per le speranze... te ne eri andata, eri già partita per questo lungo viaggio lasciandoci qui tra i nostri ricordi e le nostre speranze... tra gli impegni quotidiani sempre velati di malinconia, con un vuoto incolmabile in cui nuotano lentamente i nostri sogni, che fino a quel momento erano anche i tuoi...
Auguri piccola, non mi abbandonare mai come io non smetterò mai di pensarti...



giovedì 15 aprile 2010

Grazie per averci regalato il sorriso... 
Ciao Raimondo!!


lunedì 24 agosto 2009

Verba volant... Scripta manent


Ebbene si... per non farmi mancare proprio nulla qualche tempo fa ho cominciato a scrivere un libro... é iniziato tutto per caso... erano circa le 2 di notte e stavo a casa a L'Aquila intenta a terminare alcuni regali di Natale nella mia cameretta... i miei pensieri vagavano solitari in mille direzioni diverse... ad un certo punto nella mia testolina si è creata un'immagine... si si.. proprio un'immagine... è come se tutti i miei pensieri fossero stati improvvisamente attratti da qualcosa e siano corsi a riunirsi tutti nello stesso posto creando un grande unico pensiero... preciso, nitido... talmente realistico che mi sembrava addirittura di farne parte... così ho preso un foglio di quaderno e ho cominciato a scrivere descrivendo la situazione che tanto prepotentemente aveva attratto la mia attenzione...

Non so dirvi da cosa sia scaturito questo mio bisogno di scrivere, di mettere nero su bianco un pensiero, una sensazione... quello che so è che da quel foglio di quaderno è iniziato il mio romanzo... non è un'attività alla quale mi dedico con costanza.. è più che altro un work in progress... è come una piccola piantina che sta li, ferma, immobile e silenziosa e attende la pioggerella che le permettererà di allungare un pochettino le sue radici, di mettere qualche piccola fogliolina.. di aggiungere ai suoi rami un piccolo germoglio che un giorno diventerà un colorato fiorellino... solo che non può da sola essere artefice della propria crescita... deve avere la pazienza di attendere il momento giusto..
e così è anche per il mio romanzo.. sta li, in un cassetto e aspetta... e ogni tanto, senza un ordine, senza una logica, arriva il suo momento... quello giusto per crescere e aggiungere qualche nuova pagina, o anche solo qualche nuova riga...

Sono pensieri sparsi che non hanno ancora una spina dorsale che li tenga insieme... ancora estremamente incompleti, ancora estremamente confusi...
anzi... forse a pensarci bene c'è un qualcosa che li lega tutti... è SHARA la protagonista dei miei pensieri...

Shara, scritto con l'H tra la S e la A...

Forse un giorno lontano vi capiterà di entrare in libreria... girovagare tra gli scaffali ricolmi di libri e notare una copertina che attirerà la vostra attenzione... allora prenderete il libro tra le mani e lo osserverete con curiosità, sfogliando velocemente le pagine quasi ad assaggiarne lo spessore, i caratteri.... e senza volerlo vi ritroverete a leggere sul retro qualche riga e noterete un nome... SHARA... allora sorriderete e vi verrà in mente quel giorno lontano in cui girovagando su internet vi era capitato di leggere le riflessioni folli di una perenne sognatrice...

domenica 23 agosto 2009

Coinquiline... gli enormi poteri del Faccialibro!!

La mia vita da universitaria fuorisede è cominciata il 30 settembre del 2003, ormai quasi sei anni fa, e da quel fatidico giorno ho avuto la bellezza di ben 12 coinquiline...
fortunatamente sono una che si adatta facilmente e riesce a vivere in pace e armonia interiore praticamente in qualunque situazione... naturalmente per ovvi motivi caratteriali si lega di più con alcune persone rispetto ad altre, ma nei limiti del possibile mi sono trovata bene con quasi tutte le mie coinquiline passate e presenti... dico "quasi" perchè anche la mia infinita pazienza ogni tanto, anche se molto a lungo, segna rosso...

Nello specifico la spia della mia riserva di pazienza si è accesa prepotentemente nel corso del mio secondo anno di vita da fuori sede quando mi sono trovata a vivere sotto lo stesso tetto con altre tre ragazze: S. P. ed E. ... all'inizio tutto procedeva per il meglio... in casa sembrava esserci armonia... eravamo in 5, noi 4 e il fidanzato di S. che per motivi lavorativi si è trovato a vivere per un paio di mesi con noi... l'anno precedente con le mie coinquiline funzionava così: ognuna faceva la propria spesa e cucinava le proprie cose, ma mangiavamo comunque tutte insieme, almeno quando gli orari di università e lavori lo permettevano...
Il secondo anno, invece, avevamo deciso di fare la spesa tutti insieme... "Cavolo", pensavo, "adesso siamo proprio come una famigliola, quest'anno mi troverò ancora meglio che l'anno scorso"... niente di più sbagliato, nel giro di qualche settimana sono cominciati i problemi... perchè se è vero che io mi adatto in tutte le situazioni, se ci sono due cose che non sopporto sono la falsità e la presunzione di sentirsi migliori degli altri... e in quella casa c'era una persona che incarnava alla perfezione entrambi gli aspetti... E. ...
Personalmente mi è stato subito chiaro che io e lei non avremmo mai potuto diventare amiche, troppo diversa da me, troppo incompatibile con il mio carattere, ma io la vedo così... non possiamo diventare amiche, ok, ma almeno cerchiamo di venirci incontro per vivere serenamente giàcchè condividiamo la stessa casa.. lei decisamente non era del mio stesso pensiero... sembrava divertirsi a creare problemi...

Ora... raccontarvi tutto sarebbe impossibile senza togliervi la voglia di leggere il mio blog vita natural durante quindi vi risparmio questo supplizio e mi limito all'essenziale... qualunque decisione si prendesse per organizzarci con la spesa lei era in grado di distruggerla in meno di una giornata... "io porto il detersivo da casa così non spendo i miei soldi quindi dovete portarli anche voi"... ok, facciamo che ognuna procura come vuole un detersivo..."e no, perchè se io porto il detersivo Tizio per il bagno che costa 1.60 euro voi non potete portare il detersivo Caio per i piatti che costa solo 1,40 euro..." ... e vai con la lista di detersivi che avevano più o meno lo stesso prezzo... per il quieto vivere...
Teneva tutte le sue cose chiuse a chiave in camera, comprese la padella per cuocere la carne e le cose per la colazione.. che poi bella mia ti voglio dire una cosa... ma ti pare che con le marmellate buonissime che fa la mia mamy io vado a fregare la tua comprata al supermercato.. ma va la... comunque...
la cosa peggiore era che Crudelia sembrava avere un potente influsso negativo anche su P. ... tanto che dopo pochi giorni erano finite anche a dividere la stessa camera... quella di E. rigorosamente chiusa a chiave...

Si erano create due fazioni... da un lato S. con cui mi trovavo decisamente bene... dall'altro Crudelia e la sua dama di compagnia... e io in mezzo, al centro tra Guelfi e Ghibellini perennemente in lotta...
Siamo andate avanti fino a Natale dopodichè, al ritorno dalle vacanze S. non è tornata a casa con noi, veniva si e no un giorno a settimana, al massimo due e io mi sono ritrovata da sola contro il nemico.. subito ho preso la palla al balzo... approfittando di un problemino di salute che era giunto nel frattempo ho ricominciato a fare la spesa per conto mio senza dover tenere conto a Crudelia del prezzo delle mie mele o di quanto avessi speso in una settimana per la carne... e soprattutto ricominciando a mangiare di tutto e non le solite tre cose a ripetizione..

Praticamente vivevo da sola... le loro seratine non prevedevano mai la mia presenza, ma naturalmente la loro falsità gli impediva di dirmelo in faccia, per cui facevano finta di andare a dormire presto lasciandomi come un baccalà al tavolo della cucina per poi guardare dvd, organizzare partite di giochi di società e così via nel loro bunker... neanche fossi stata sorda...

Poi, visto e considerato che esiste una grazia divina, E. ha cambiato lavoro e città e ha lasciato il nostro appartamento.. (evvai coi fuochi d'artificio... yuppiiiiiiii) e la sua dama di compagnia con lui... L'atteggiamento di P. nei miei confronti è cambiato dal giorno alla notte e fondamentalmente la nostra convivenza è proceduta molto meglio di come era iniziata... ma io sotto questo punto di vista non sono molto malleabile... non riesco a fidarmi di persone che come le bandiere si muovono a seconda del vento.. e siccome non sono una falsa, se la penso in un certo modo mi comporto di conseguenza quindi abbiamo vissuto insieme, ma sicuramente non siamo diventate grandi amiche...

Quell'anno è stato forse il peggiore della mia vita da universitaria fuori sede, per il resto ho cambiato casa, l'anno successivo, e svariate coinquiline... con alcune sono nate delle bellissime amicizie che durano nonostante le strade diverse intraprese e la lontananza... con altre finita la convivenza ci siamo perse di vista... in alcuni casi senza troppi rimpianti, in altri, invece, con un po di sana nostalgia... fino a che non c'è stato il boom del Faccialibro (facebook per intendersi)... e grazie agli enormi poteri del suddetto faccialibro un paio di giorni fa sono riuscita in un impresa in cui mi scervellavo da anni... rintracciare l'unica coinquilina con la quale avrei voluto rimanere in contatto del sopracitato secondo anno di vita universitaria... S. ... che sta per Schejla... vi dicevo che la nostra convivenza si è interrotta prima del previsto.. ci vedevamo poco, ma era nata una bella amicizia... poi mi è capitato di perdere il mio cellulare e con esso tutti i numeri salvati nella rubrica, compreso quello di Schejla... inoltre dopo aver comprato un nuovo cellulare ho anche cominciato ad utilizzare un nuovo numero di telefono... per di più anche lei aveva da poco cambiato numero e quindi non l'avevo ancora scritto sulla mia rubrica cartacea... insomma, non c'è stato verso di rintracciarla.. in questi anni ci ho provato in tutti i modi, ho cercato sulle pagine bianche ma, non sapendo il nome di suo papà ... niente... l'anno scorso sono stata al suo paese 4 giorni per un weekend e ho chiesto in giro, ma nessuno ha saputo darmi delle informazioni... poi l'altro giorno mentre trafficavo sul faccia libro provo ad inserire il suo nome... premo il pulsante cerca amici, ma non mi da nessun risultato... stavo per chiudere e ... zac.. mi si accende la lampadina... forse non c'è lei, ma potrei trovare qualcuno che la conosce... inizio la ricerca mediante l'università, il paese di nascita, provo ad inserire il nome del suo fidanzato dell'epoca (con cui progettava il matrimonio...) e alla fine mi torna il mente il nome particolarissimo di sua sorella e provo ad inserirlo... ed eccola li, la sorella di Schejla è iscritta al Faccialibro.. non me lo faccio ripetere due volte e le mando un messaggio spiegandole la situazione.. e dopo un paio di giorni mi arriva la sua risposta...


"CIao NENNA si sono proprio la sorella di SCHEJLA che adesso è quì con me insieme alla sua bimba di 13 giorni. Il suo numero é ..."


Inutile dirvi il piacere immenso che mi ha dato questa notizia... appena possibile andrò a trovarla e a conoscere la piccola erede...

E per tutti quelli che pensano che Fb sia solo una perdita di tempo... ebbene io vi ho dimostrato che, se preso a piccole dosi e usando il cervello, il caro signor Faccialibro ha dei poteri veramente eccezionali... :-)



giovedì 9 luglio 2009

A Giusy...

Mai come in questo momento ho pensato tanto a te...
Sto pensando a tutte le cose che ci siamo dette e a quelle che avrei voluto dirti, ai caffè presi davanti alla macchinetta dell'università... alle lezioni... al tuo sorriso bellissimo che non ti abbandonava mai...
L'ultima volta che ci siamo viste all'università, non pensavo di incontrarti e non avevo portato gli appunti che ti avevo promesso... ti ho detto che sarei andata a casa a prenderli, ma tu non hai voluto.. "Tanto ci rivediamo..."
Non è stato così...
Mi dispiace... perchè avrei voluto darti di più... perchè quella notte ho pensato a tutti, ma non a te... perchè non ho avuto il coraggio di venire a salutarti per l'ultima volta...
Oggi è il tuo compleanno!! Auguri Angelo!


lunedì 6 luglio 2009

E son già tre mesi...

6 luglio 2009... tre mesi esatti dalla terribile notte che ha distrutto la città dell'Aquila...
Questa notte c'è stata una fiaccolata per le vie della città che è terminata alle 3.32 a Piazza Duomo...
Oggi non me la sento di scrivere, sono passati tre mesi e il dolore è ancora tanto, così come la nostalgia per quella che era la mia vita prima del 6 aprile, e che probabilmente non tornerà mai uguale...
Oggi voglio solo ricordare tutte quelle persone che quella notte hanno perso molto più di una casa, delle proprie cose, dei propri sogni...
Il mio pensiero va alle vittime del terremoto del 6 aprile, alle loro famiglie e ai loro amici, che Dio dia la forza a tutti di andare avanti...
Il mio pensiero va a tutte le vittime, ma in modo particolare a tutti quei ragazzi che come me vivevano la città da studenti, a tutti quei ragazzi che avevano affidato alla città dell'Aquila i propri sogni per il futuro... il mio pensiero va ai 55 studenti universitari che non ci sono più..
Ed in particolar modo il mio pensiero va ai miei amici, Giusy e Nicola... e a Genny, la sorellina di Giusy, che non ho avuto il piacere di conoscere se non di sfuggita, un paio di volte...

Ricordo di Giusy e Genny Antonini

Alessandro Antonini ricorda le sorelline Giusy e Genny

Ricordo di Nicola Bianchi

Un pensiero anche alle vittime di Viareggio, ancora in attesa dei funerali...

venerdì 19 giugno 2009

6 aprile 2009...

Sono arrivata a casa che erano le 21.30... ero stata indecisa fino all'ultimo minuto se tornare o meno, ma F. era rimasta a L'Aquila e così ho deciso di rientrare... durante il weekend l'avevo sentita e mi aveva detto che non c'erano state altre scosse... menomale, ho pensato... perchè la situazione cominciava ad essere pesante davvero... troppe scosse, troppo spesso...
Stavamo guardando un film in tv... eravamo in cucina, con i bicchieri e la bottiglia dell'acqua sul tavolo... erano quasi le undici quando la casa ha cominciato a tremare... una scossa breve, come le tante ormai passate... ma diversa. per la prima volta il bicchiere si era mosso sul tavolo, finendo la sua corsa proprio sul bordo... un secondo in più e sarebbe finito a terra... F. mi prendeva in giro "Ecco, sei tornata e ricominciano le scosse... allora sei tu!!"


Improvvisamente abbiamo sentito la cittadina intorno a noi che si svegliava... rumori di macchine, brusii, persone che parlavano giù in strada. Ci siamo affacciate dalla finestra del bagno, che da sulla strada... intorno ai palazzi di fronte alla nostra casa erano tutti indaffarati a caricare le macchine, un via vai continuo su e giù per la strada...
Io e F. scherzavamo sull'esagerazione dei nostri vicini... "ormai la scossa è finita, dove vanno?"... "ma perchè dopo ogni santissima scossa scendono tutti e si mettono in macchina??" ... "si fanno prendere dal panico inutilmente"... e poi, riflettendoci un attimo su... "certo che anche noi, ad ogni scossa ci salta il cuore in gola, però alla fine ci mettiamo in finestra come se niente fosse... mamma mia quanto siamo pigre, pur di non vestirci per scendere, facciamo finta di non avere paura"...


La mia macchina era parcheggiata nel cortile sotto casa... in quei giorni l'avevo lasciata spesso sulla strada, in previsione di un eventuale fuga... stavolta però i posti erano occupati e non volevo allontanarla troppo da casa...
Siamo tornate in cucina giusto in tempo per vedere la fine del film...
Poco più tardi siamo andate a dormire... come facevamo ormai da diversi giorni abbiamo chiuso la porta d'ingresso senza chiavistello e senza girare la chiave... "non si sa mai, dovessimo uscire di corsa stanotte..."
Lo dicevamo scherzando, senza troppa convinzione... per quel sottile filo di paura che inconsciamente avevamo già da tempo, anche se non ce ne rendevamo conto...
mentre stavamo andando nelle nostre camerette da universitarie fuori sede F. ha proposto di lasciare le porte aperte... "non si sa mai..."


All'una e un quarto la casa ha tremato di nuovo... una scossa un po più lunga, un po più violenta... ancora diversa dal solito... In pochi secondi eravamo tutte e due in cucina, con il cuore che batteva forte.. ci siamo guardate negli occhi... "Io domani mattina riparto..."... "Anche io..."
Ci siamo infilate le scarpe e siamo scese sotto casa... per strada il solito via vai di macchine, ma noi siamo rimaste nel cortile, giusto per prendere un po d'aria... c'erano anche M. e P., i due ragazzi che abitano al piano terra, anche loro fuori, anche loro per prendere un po d'aria dopo lo spavento...
siamo stati una mezz'ora fuori a chiacchierare, tutti e quattro, poi cominciava a fare freddo, nonostante i cappotti, e allora siamo tornate a casa...


Quello che ho provato mentre rientravamo a casa non ve lo so spiegare... una sensazione strana, che non avevo mai provato prima, neanche dopo la scossa forte del lunedì pomeriggio... credo possa definirsi paura, ma una paura inconscia, che si fa strada piano piano dentro di te e si fatica a riconoscere... o forse semplicemente che non si vuole ammettere... perchè con la paura non si può convivere, e far finta che non ci sia è un modo come un altro per esorcizzarla...
Ho lasciato la porta della camera aperta, ho infilato nella borsa le chiavi di casa e della macchina, una sciarpa, il portafogli con i documenti, i soldi che avevo in camera... poi l'ho poggiata sulla cassettiera al lato della porta con sopra il giubbotto, quello pesante, invernale, che ormai neanche stavo usando più... Al posto delle ciabatte vicino al letto ho messo le scarpe da ginnastica, slacciate... pronte per infilarci i piedi... prima di infilarmi nel letto ho messo su i calzini, che non uso mai la notte, e sotto la camicia da notte ho messo un paio di pantaloni da pigiama. Poi ho indossato una felpa di pile e mi sono allungata sul letto così, vestita, senza togliere neanche gli occhiali, con la lampada sul comodino accesa... con la speranza di addormentarmi presto, ma inconsciamente in attesa di qualcosa che speravo non sarebbe arrivato... e che invece alle 3.32 ha fatto il suo ingresso nelle nostre vite accompagnato da un enorme boato...


Ci siamo svegliate così, all'improvviso... l'armadio al fianco del mio letto sembrava dovesse cadermi addosso da un momento all'altro... dalla cucina arrivava il rumore dei vetri che cadevano a terra... pochi istanti per saltare giù dal letto ed arrivare alla porta d'ingresso.. F. non c'era, eppure la sua camera era più vicina della mia... l'ho chiamata ed è uscita dalla camera terrorizzata, mi ha abbracciata, ma non c'era tempo per la paura.. la scossa continuava, era andata via anche la luce, ogni passo era un salto nel vuoto, la casa saliva e scendeva, e ruotava... i piedi si muovevano meccanicamente in cerca del pavimento e le mani ruotavano nell'aria alla ricerca di un appiglio per sorreggersi e non cadere a terra... la scossa si è affievolita per poi riprendere immediatamente, con ancora più violenza... abbiamo sceso le scale al buio, di corsa, abbracciate... le quattro rampe di scale sembravano non finire mai... la ringhiera ruotava vicino a me e ogni volta che tentavo di afferrarla non facevo altro che stringere il pugno nel vuoto... gli ultimi gradini erano ricoperti dai calcinacci... e noi, scalze, in pigiama, siamo riuscite finalmente ad uscire fuori...


Sono stati attimi interminabili.. eravamo nel cortile già da qualche secondo quando tutto si è fermato... i telefoni erano impazziti, la luce andava e veniva... intorno a noi non più il via vai di macchine, ma ragazzi, ragazze, famiglie con i bambini piccoli, tutti in strada, terrorizzati, gli sguardi persi nel vuoto... persone che avevo intravisto solo qualche volta tagliare l'erba nel giardino, passare in macchina davanti casa... due ragazze attraversavano la strada sostenendo un loro coetaneo, era sotto shok per lo spavento, gli occhi sbarrati, le gambe che sembravano cedere ad ogni passo... il figlio dei nostri vicini di casa continuava a chiedere "mamma perchè siamo usciti per strada?"...non si era accorto di nulla...
Con noi c'erano anche P. e M. ed A., la ragazza che abita al primo piano... dalla mansarda invece non era uscito nesuno, eppure le ragazze c'erano, le luci erano accese...
Un'altra scossa... breve ma violenta, e anche le ragazze della mansarda sono scese urlando... siamo saliti tutti sulla strada, la luce era andata via definitivamente, la mia macchina era bloccata nel cortile dal cancello elettrico che era rimasto chiuso... tutti intorno a noi erano indaffarati a distribuire coperte, cercare parenti, amici o anche solo conoscenti, spostare le macchine sulla strada... sembrava di essere dentro un gran formicaio... Io e F. continuavamo a guardarci intorno, ancora incredule... dall'ospedale, non distante da casa, arrivavano i rumori delle autoambulanze... intanto era arrivata V., la padrona della nostra palazzina, che abita poco distante... siamo andati tutti con lei nel giardino di casa sua... abbiamo cominciato a raccontarci le prime emozioni, le prime sensazioni provate durante la scossa... cominciavamo a renderci conto di quello che era successo... pensavamo "è stata troppo forte stavolta, in centro sarà crollato qualcosa..." Siamo riuscite a chiamare le nostre famiglie per avvertire che stavamo bene.. la prima a chiamarci è stata M., l'altra ragazza che viveva con noi e che sarebbe dovuta rientrare la mattina successiva...


Hanno cominciato a girare le prime notizie... "A paganica è crollato tutto, ci sono persone intrappolate sotto le macerie..."... un colpo al cuore... persone intrappolate sotto le macerie... stavolta non era stata una scossa... stavolta era stato il terremoto, quello vero, quello che butta giù le case, quello che spezza i sogni, quello che anche se sei fortunato e lo puoi raccontare, ti rimane una ferita profonda... e allora ti rendi conto dell'importanza delle cose... ti rendi conto che L'Aquila non era solo la città che avevi scelto per i tuoi studi... L'aquila è anche la tua città... una città ferita nel profondo...
Mentre eravamo nella macchina di V., con lei e i suoi figli, avvolti nelle coperte, piano piano è arrivato il giorno... le notizie erano sempre più sconcertanti... Paganica distrutta, il centro sconvolto dai crolli, 4 bambini le prime vittime accertate.. la casa dello studente crollata come anche altri palazzi a via XX settembre...


Intanto l'Italia tutta intorno a noi si svegliava in un lunedì mattina apparentemente uguale a tutti gli altri... e, accendendo le radio e i televisoi si rendeva conto della tragedia che durante la notte si era abbattutta sull'Abruzzo...
I telefoni avevano ripreso la loro attività, molto più frenetica del solito.... raggiunti dalle chiamate di tanti amici e parenti preoccupati, in un primo momento, ma felici di sentire la nostra voce...
Appena sono arrivati i nostri familiari siamo saliti in casa due minuti a prendere l'indispensabile... con il cuore a tremila abbiamo salito le scale che portavano all'appartamento... pochi istanti per riempire due buste e di nuovo in strada... mentre scendevamo le scale l'ennesima scossa di assestamento, di quelle che ci avevano accompagnato per tutta la notte...


Ho salutato F. e i suoi e poi siamo partiti, i miei nella loro macchina e io nella mia con mia sorella alla guida... mentre tornavamo verso casa la mia mente si è affollata di pensieri... non ero ancora riuscita a sentire tutti i miei amici, molti comunque non erano ancora rientrati... avrei voluto sentire tutti.. tutte quelle persone che incroci più o meno spesso nella tua vita, senza dare importanza alla cosa, ma che in questi momenti ti riempiono l'animo... pensi a cosa staranno passando, dove saranno... e magari non sai neanche qual'è il loro nome.. la cassiera del supermercato, le infermiere del reparto di endocrinologia, la signora delle poste e l'impiegata della segreteria... un mondo intero di persone che finora non avevi mai considerato parte della tua vita e che invece lo sono...


Perchè L'Aquila non è solo la città che ho scelto per i miei studi... era la Birra allo Student e il Rhum e pera all'Obelix , era i latino americani al Magoo... l'odore di grissini appena sfornati passando davanti alla Perla Nera... l'aperitivo al Crazy Bar... le file davanti la segreteria per accaparrarsi il numeretto... le partitelle sul prato davanti a Collemaggio... le serate all'Irish... il gelato a Piazza duomo... il mercoledì sera al Movieplex con lo sconto studenti... le serate tra coinquiline... le cenette organizzate in tutta fretta... il giovedì universitario... le nevicate fino a marzo...


E, a distanza di due mesi tutto questo ora mi manca... mi manca, e non sapete quanto...