"Ou ne voit bien qu'avec le coeur...
L'essentiel est invisible pour les yeuse"

(Antoine De Saint Exupery)

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martedì 10 maggio 2011

E aspetto...

Non ci credo. Che i terremoti si possano prevedere. Che domani ce ne sarà uno distruttivo a Roma. Che il 21 dicembre 2012 finirà il mondo. Non ci credo.
Ma il mio inconscio evidentemente ha un punto di vista diverso dal mio. 
Non dormo, da tre giorni. 
Appena provo a chiudere gli occhi sento il boato, quello che ho sentito il 6 aprile 2009 alle 3,32. Sento il letto muoversi. Improvvisamente mi trovo il cuore in gola che palpita forte forte.
Mi ritrovo a pensare che forse stasera dovrei andare a letto vestita. O forse non dovrei proprio andarci. 
Oggi mentre mamma preparava il pranzo le è caduto un coperchio. Io ero al piano di sopra, nel termine di una frazione di secondo mi sono catapultata di sotto. Mentre scendevo le scale non riuscivo neanche a pensare, figuriamoci a ragionare.
Continuo a leggere articoli che smentiscono le previsioni del terremoto di Roma, e mentre leggo continuo a immaginare Roma, la mia Roma, distrutta. E piango. E penso a tutte le persone che potrebbero non esserci più. E ripenso a Giusy. 
E non dormo. E piango. E ho pochissima fame. E aspetto di vedere quel che succederà.

E penso che mia nonna ha ragione, quando dice (tradotto in italiano) "chi è stato morso dalla vipera, ha paura anche delle lucertole".

mercoledì 6 aprile 2011

6 aprile 2011

Oggi sono due anni.
Oggi il laboratorio di Biologia Molecolare della facoltà di Biotecnologie dell'Aquila, ricostruito dopo il terremoto, è stato intitolato alla memoria di Giusy Antonini e Nicola Bianchi, i due studenti di biotech morti a causa del sisma.
E dopo due anni, Giusy, mi manchi, e non sai quanto.



 

lunedì 10 gennaio 2011

2011 al via...

Ci siamo, l'anno nuovo è iniziato, tra brindisi, divertimenti e tanti buoni propositi! 
In questo periodo non riesco ad essere presente sui vostri, e sui miei, blog come vorrei! Un pochettino di tempo riuscirei anche a trovarlo.. il problema è che dopo aver passato la giornata davanti allo schermo del pc a scribacchiare, leggere articoli e lavorare alla tesi... nei momenti di pausa i miei occhi sentono l'urgente bisogno di riposarsi lontani dai pixel, e così va a finire che preferisco dedicarmi ad altro, e nella mia testa continuano ad affollarsi milioni di spunti per post che probabilmente non scriverò mai!

Non sono tra quelli che, finito un anno, tirano le somme e buttano giù un bilancio... però a volte mi capita, anche durante l'anno di farlo, di fare un punto della situazione.
Ieri è stato uno di quei giorni. Ieri io e la Mamy dovevamo uscire per fare compere. Ieri la Mamy è entrata in bagno mentre finivo di prepararmi per vedere se ero pronta. Ieri io e la Mamy abbiamo scherzato in bagno prima che lei scendesse. Ieri, solo pochi istanti più tardi, ho sentito un tonfo e delle urla, sono uscita dalla camera, mi sono affacciata per le scale e ho visto la Mamy stesa a terra con il sangue sul viso. 
Ieri la Mamy è scivolata mentre scendeva la scale, cadendo con il viso contro il tavolo della sala...

Ieri sera, dopo essere tornati dal pronto soccorso, dopo aver saputo che in fondo è andata bene e la Mamy se l'è cavata con un ginocchio gonfio, un occhio nero e una decina di punti sulla fronte, mentre ero da sola in camera nel mio letto, ho tirato le mie somme... 9 gennaio 2011... 1 anno, 9 mesi e 3 giorni dopo il terremoto del 6 aprile 2009... e una cicatriche con la quale probabilmente dovrò imparare a convivere.
Perchè le cose sembrano andare meglio, sono sicuramente più tranquilla da quando sono tornata al paesello. Penso meno spesso a quello che è stato e a quello che poteva essere, alle persone che non ci sono più, a quello che non gli ho detto e che avrei voluto dirgli... non ho costantemente davanti agli occhi il risultato di quei pochi maledetti istanti.. però c'è qualcosa dentro di me che mi mantiene legata a quei momenti... Ora mi rendo conto di quanto ero tranquilla e spensierata prima del terremoto, e di quanto poco riesco ad esserlo adesso... e non parlo degli attacchi di panico che ho avuto nei mesi successivi e che ormai sono un lontano ricordo. Parlo di una paura più sottile, che mi segue costantemente, facendomi pensare al peggio per qualunque stupidaggine... perchè da un anno, 9 mesi e tre giorni a questa parte io ho il terrore di perdere quello che ho... ho il terrore che possa succedere qualcosa alle persone che amo, in primis i miei genitori e mia sorella... al minimo rumore salto su, quasi ad aspettare che da un momento all'altro possa succedere l'imprevedibile...
Poi mi ripeto che passerà, che con il tempo la cicatrice smetterà di far male... ma non so se ci credo fino in fondo. La verità è che quella notte mi ha rubato un piccolo angolo di cuore, lo stesso che a volte mi fa ancora male.

Detto questo l'anno nuovo è iniziato, e questo cari miei sarà un anno di grandi progetti! :)

mercoledì 7 luglio 2010

"Forse perchè conosciamo la verità... "

Non ho mai parlato di politica, e non intendo farlo ora,
ma sono profondamente indignata per quello che è successo oggi a Roma.
Avevo intenzione di scrivere un post leggero e rilassato per raccontarvi la mia giornata di ieri... ma dopo aver visto i video girati oggi nella Capitale non voglio e non posso far finta di nulla. Non posso sapere come siano andate le cose oggi, ma nulla giustifica la violenza...
Io a L'aquila ci vivo da 7 anni, forse mi sento un po aquilana anch'io... e pur avendo vissuto in prima persona il terremoto del 6 aprile 2009, non posso considerarmi a tutti gli effetti una terremotata... perchè non ho visto i sacrifici di una vita crollarmi davanti agli occhi, perchè non ho vissuto per mesi nelle tendopoli... per molti motivi... ma io a L'aquila ci sono tornata, ci vivo anche adesso e vedo con i miei occhi quello che succede.. vedo le new town annunciate e poi costruite... ma vedo  anche il centro storico fermo... vedo persone disperate che rivogliono la loro città... 
Vedo attività commerciali che non riescono a ripartire, e famiglie senza lavoro che non sanno come andare avanti... e vedo iniziative di solidarietà, soldi arrivati dagli italiani e pronti per essere utilizzati che però si vanno a scontrare contro il muro della burocrazia...
E vedo anche la disinformazione che dilaga, vedo i telegiornali nazionali che ben si guardano dal parlare delle manifestazioni, mentre erano sempre in prima fila quando si trattava di mostrare ciò che si stava facendo per la popolazione abruzzese...
Vedo che l'emergenza immediata è stata affrontata, mentre la ricostruzione non è mai cominciata e L'Aquila rischia di rimanere solo un grande cumulo di macerie.








"Prima eravamo molto più graditi, quando eravamo i pupilli di Berlusconi,
 perchè doveva avere il consenso politico.
Adesso che si tratta di caccià i soldi non siamo più graditi a Roma.
L'anno scorso dopo il terremoto eravamo ben graditi, 
perchè facevamo audience
Forse perchè conosciamo la VERITA', 
perchè L'Aquila sta come stava prima"




Sia chiaro che questo post vuole solo essere una constatazione di quello che vedo intorno a me, non vuole essere una denigrazione contro quello che è stato fatto finora per L'Aquila e per gli Aquilani, nè tanto meno un manifesto politico, perchè la sottoscritta non condivide assolutamente le scelte del nostro governo, ma neanche quelle della nostra deltuttoassente opposizione.

martedì 15 giugno 2010

Senza rispetto, per niente e per nessuno...

Qui a L'Aquila ormai si è toccato il fondo, e si è toccato da un pezzo.
Sono stanca di leggere in giro commenti su quanto siano ingrati questi abruzzesi nei confronti di un governo che sta facendo miracoli. Miracoli?? Prima di usare questa parola dovrebbero sciacquarsi la bocca. Qualcuno di lor signori che tanto hanno da parlare è mai venuto a L'Aquila dopo il terremoto? Qualcuno ha toccato con mano quello che è realmente successo nelle tendopoli? Qualcuno ha assistito a qualcuna delle innumerevoli scenette di facciata messe su dal Governo per accaparrarsi meriti quasi inesistenti, per farsi pubblicità, per mettersi in vetrina? Ma allora cosa avete da parlare? Vi siete limitati a leggere quelle quattro righe ben architettate che escono sui giornali e che mostrano quanto è stato fatto, tralasciando quello che si poteva fare e che non è stato fatto. Non dico che non è stato fatto nulla, è una situazione difficilmente risolvibile in poco tempo... i danni sono talmente estesi da rendere difficoltoso anche solo fare un programma decente di ricostruzione.
Quello che mi da tanto fastidio è la facilità con cui certe persone esprimono giudizi su cose che non conoscono, su notizie di cui non possono verificare l'attendibilità.
I cittadini aquilani sono degli ingrati perchè il governo li ha sistemati, perchè si sono ritrovati delle casette belle che pronte senza cacciare una lira... ma vi rendete conto dell'assurdità di queste affermazioni? 
Ma voi emeriti cretini che aprite quelle boccacce e gli date fiato avete idea di cosa significhi ritrovarsi senza niente nel giro di trentasette secondi? senza una casa, senza tutto quello che è costato una vita di sacrifici... per non parlare delle perdite affettive... avete provato a pensare a cosa può significare ritrovarsi senza una fotografia, un ricordo... a cosa significa aver perso una figlia, o un genitore e non avere più neanche una fotografia per ricordarlo? Scavare tra le macerie per giorni con la speranza di ritrovare un libro, una maglia, un lettore mp3, una qualsiasi cosa che possa farci sentire ancora la presenza di qualcuno che non c'è più, che la forza della terra ci ha portato via in pochi maledettissimi secondi... 

Scusateli se hanno da ridire, se cercano di riprendersi la loro città, se stanno tentando in tutti i modi di mantenere viva una comunità distrutta nel profondo, violentata negli affetti.. Cercate almeno per un attimo di capire.. provateci... toglietevi quelle fette di prosciutto che avete sugli occhi e sulle orecchie e provate solo per un attimo a pensare che forse non è come vogliono farvi credere...

Vi lascio con articolo.. per riflettere un po'...
A L'Aquila succedono cose strane

giovedì 9 luglio 2009

A Giusy...

Mai come in questo momento ho pensato tanto a te...
Sto pensando a tutte le cose che ci siamo dette e a quelle che avrei voluto dirti, ai caffè presi davanti alla macchinetta dell'università... alle lezioni... al tuo sorriso bellissimo che non ti abbandonava mai...
L'ultima volta che ci siamo viste all'università, non pensavo di incontrarti e non avevo portato gli appunti che ti avevo promesso... ti ho detto che sarei andata a casa a prenderli, ma tu non hai voluto.. "Tanto ci rivediamo..."
Non è stato così...
Mi dispiace... perchè avrei voluto darti di più... perchè quella notte ho pensato a tutti, ma non a te... perchè non ho avuto il coraggio di venire a salutarti per l'ultima volta...
Oggi è il tuo compleanno!! Auguri Angelo!


lunedì 6 luglio 2009

E son già tre mesi...

6 luglio 2009... tre mesi esatti dalla terribile notte che ha distrutto la città dell'Aquila...
Questa notte c'è stata una fiaccolata per le vie della città che è terminata alle 3.32 a Piazza Duomo...
Oggi non me la sento di scrivere, sono passati tre mesi e il dolore è ancora tanto, così come la nostalgia per quella che era la mia vita prima del 6 aprile, e che probabilmente non tornerà mai uguale...
Oggi voglio solo ricordare tutte quelle persone che quella notte hanno perso molto più di una casa, delle proprie cose, dei propri sogni...
Il mio pensiero va alle vittime del terremoto del 6 aprile, alle loro famiglie e ai loro amici, che Dio dia la forza a tutti di andare avanti...
Il mio pensiero va a tutte le vittime, ma in modo particolare a tutti quei ragazzi che come me vivevano la città da studenti, a tutti quei ragazzi che avevano affidato alla città dell'Aquila i propri sogni per il futuro... il mio pensiero va ai 55 studenti universitari che non ci sono più..
Ed in particolar modo il mio pensiero va ai miei amici, Giusy e Nicola... e a Genny, la sorellina di Giusy, che non ho avuto il piacere di conoscere se non di sfuggita, un paio di volte...

Ricordo di Giusy e Genny Antonini

Alessandro Antonini ricorda le sorelline Giusy e Genny

Ricordo di Nicola Bianchi

Un pensiero anche alle vittime di Viareggio, ancora in attesa dei funerali...

venerdì 19 giugno 2009

6 aprile 2009...

Sono arrivata a casa che erano le 21.30... ero stata indecisa fino all'ultimo minuto se tornare o meno, ma F. era rimasta a L'Aquila e così ho deciso di rientrare... durante il weekend l'avevo sentita e mi aveva detto che non c'erano state altre scosse... menomale, ho pensato... perchè la situazione cominciava ad essere pesante davvero... troppe scosse, troppo spesso...
Stavamo guardando un film in tv... eravamo in cucina, con i bicchieri e la bottiglia dell'acqua sul tavolo... erano quasi le undici quando la casa ha cominciato a tremare... una scossa breve, come le tante ormai passate... ma diversa. per la prima volta il bicchiere si era mosso sul tavolo, finendo la sua corsa proprio sul bordo... un secondo in più e sarebbe finito a terra... F. mi prendeva in giro "Ecco, sei tornata e ricominciano le scosse... allora sei tu!!"


Improvvisamente abbiamo sentito la cittadina intorno a noi che si svegliava... rumori di macchine, brusii, persone che parlavano giù in strada. Ci siamo affacciate dalla finestra del bagno, che da sulla strada... intorno ai palazzi di fronte alla nostra casa erano tutti indaffarati a caricare le macchine, un via vai continuo su e giù per la strada...
Io e F. scherzavamo sull'esagerazione dei nostri vicini... "ormai la scossa è finita, dove vanno?"... "ma perchè dopo ogni santissima scossa scendono tutti e si mettono in macchina??" ... "si fanno prendere dal panico inutilmente"... e poi, riflettendoci un attimo su... "certo che anche noi, ad ogni scossa ci salta il cuore in gola, però alla fine ci mettiamo in finestra come se niente fosse... mamma mia quanto siamo pigre, pur di non vestirci per scendere, facciamo finta di non avere paura"...


La mia macchina era parcheggiata nel cortile sotto casa... in quei giorni l'avevo lasciata spesso sulla strada, in previsione di un eventuale fuga... stavolta però i posti erano occupati e non volevo allontanarla troppo da casa...
Siamo tornate in cucina giusto in tempo per vedere la fine del film...
Poco più tardi siamo andate a dormire... come facevamo ormai da diversi giorni abbiamo chiuso la porta d'ingresso senza chiavistello e senza girare la chiave... "non si sa mai, dovessimo uscire di corsa stanotte..."
Lo dicevamo scherzando, senza troppa convinzione... per quel sottile filo di paura che inconsciamente avevamo già da tempo, anche se non ce ne rendevamo conto...
mentre stavamo andando nelle nostre camerette da universitarie fuori sede F. ha proposto di lasciare le porte aperte... "non si sa mai..."


All'una e un quarto la casa ha tremato di nuovo... una scossa un po più lunga, un po più violenta... ancora diversa dal solito... In pochi secondi eravamo tutte e due in cucina, con il cuore che batteva forte.. ci siamo guardate negli occhi... "Io domani mattina riparto..."... "Anche io..."
Ci siamo infilate le scarpe e siamo scese sotto casa... per strada il solito via vai di macchine, ma noi siamo rimaste nel cortile, giusto per prendere un po d'aria... c'erano anche M. e P., i due ragazzi che abitano al piano terra, anche loro fuori, anche loro per prendere un po d'aria dopo lo spavento...
siamo stati una mezz'ora fuori a chiacchierare, tutti e quattro, poi cominciava a fare freddo, nonostante i cappotti, e allora siamo tornate a casa...


Quello che ho provato mentre rientravamo a casa non ve lo so spiegare... una sensazione strana, che non avevo mai provato prima, neanche dopo la scossa forte del lunedì pomeriggio... credo possa definirsi paura, ma una paura inconscia, che si fa strada piano piano dentro di te e si fatica a riconoscere... o forse semplicemente che non si vuole ammettere... perchè con la paura non si può convivere, e far finta che non ci sia è un modo come un altro per esorcizzarla...
Ho lasciato la porta della camera aperta, ho infilato nella borsa le chiavi di casa e della macchina, una sciarpa, il portafogli con i documenti, i soldi che avevo in camera... poi l'ho poggiata sulla cassettiera al lato della porta con sopra il giubbotto, quello pesante, invernale, che ormai neanche stavo usando più... Al posto delle ciabatte vicino al letto ho messo le scarpe da ginnastica, slacciate... pronte per infilarci i piedi... prima di infilarmi nel letto ho messo su i calzini, che non uso mai la notte, e sotto la camicia da notte ho messo un paio di pantaloni da pigiama. Poi ho indossato una felpa di pile e mi sono allungata sul letto così, vestita, senza togliere neanche gli occhiali, con la lampada sul comodino accesa... con la speranza di addormentarmi presto, ma inconsciamente in attesa di qualcosa che speravo non sarebbe arrivato... e che invece alle 3.32 ha fatto il suo ingresso nelle nostre vite accompagnato da un enorme boato...


Ci siamo svegliate così, all'improvviso... l'armadio al fianco del mio letto sembrava dovesse cadermi addosso da un momento all'altro... dalla cucina arrivava il rumore dei vetri che cadevano a terra... pochi istanti per saltare giù dal letto ed arrivare alla porta d'ingresso.. F. non c'era, eppure la sua camera era più vicina della mia... l'ho chiamata ed è uscita dalla camera terrorizzata, mi ha abbracciata, ma non c'era tempo per la paura.. la scossa continuava, era andata via anche la luce, ogni passo era un salto nel vuoto, la casa saliva e scendeva, e ruotava... i piedi si muovevano meccanicamente in cerca del pavimento e le mani ruotavano nell'aria alla ricerca di un appiglio per sorreggersi e non cadere a terra... la scossa si è affievolita per poi riprendere immediatamente, con ancora più violenza... abbiamo sceso le scale al buio, di corsa, abbracciate... le quattro rampe di scale sembravano non finire mai... la ringhiera ruotava vicino a me e ogni volta che tentavo di afferrarla non facevo altro che stringere il pugno nel vuoto... gli ultimi gradini erano ricoperti dai calcinacci... e noi, scalze, in pigiama, siamo riuscite finalmente ad uscire fuori...


Sono stati attimi interminabili.. eravamo nel cortile già da qualche secondo quando tutto si è fermato... i telefoni erano impazziti, la luce andava e veniva... intorno a noi non più il via vai di macchine, ma ragazzi, ragazze, famiglie con i bambini piccoli, tutti in strada, terrorizzati, gli sguardi persi nel vuoto... persone che avevo intravisto solo qualche volta tagliare l'erba nel giardino, passare in macchina davanti casa... due ragazze attraversavano la strada sostenendo un loro coetaneo, era sotto shok per lo spavento, gli occhi sbarrati, le gambe che sembravano cedere ad ogni passo... il figlio dei nostri vicini di casa continuava a chiedere "mamma perchè siamo usciti per strada?"...non si era accorto di nulla...
Con noi c'erano anche P. e M. ed A., la ragazza che abita al primo piano... dalla mansarda invece non era uscito nesuno, eppure le ragazze c'erano, le luci erano accese...
Un'altra scossa... breve ma violenta, e anche le ragazze della mansarda sono scese urlando... siamo saliti tutti sulla strada, la luce era andata via definitivamente, la mia macchina era bloccata nel cortile dal cancello elettrico che era rimasto chiuso... tutti intorno a noi erano indaffarati a distribuire coperte, cercare parenti, amici o anche solo conoscenti, spostare le macchine sulla strada... sembrava di essere dentro un gran formicaio... Io e F. continuavamo a guardarci intorno, ancora incredule... dall'ospedale, non distante da casa, arrivavano i rumori delle autoambulanze... intanto era arrivata V., la padrona della nostra palazzina, che abita poco distante... siamo andati tutti con lei nel giardino di casa sua... abbiamo cominciato a raccontarci le prime emozioni, le prime sensazioni provate durante la scossa... cominciavamo a renderci conto di quello che era successo... pensavamo "è stata troppo forte stavolta, in centro sarà crollato qualcosa..." Siamo riuscite a chiamare le nostre famiglie per avvertire che stavamo bene.. la prima a chiamarci è stata M., l'altra ragazza che viveva con noi e che sarebbe dovuta rientrare la mattina successiva...


Hanno cominciato a girare le prime notizie... "A paganica è crollato tutto, ci sono persone intrappolate sotto le macerie..."... un colpo al cuore... persone intrappolate sotto le macerie... stavolta non era stata una scossa... stavolta era stato il terremoto, quello vero, quello che butta giù le case, quello che spezza i sogni, quello che anche se sei fortunato e lo puoi raccontare, ti rimane una ferita profonda... e allora ti rendi conto dell'importanza delle cose... ti rendi conto che L'Aquila non era solo la città che avevi scelto per i tuoi studi... L'aquila è anche la tua città... una città ferita nel profondo...
Mentre eravamo nella macchina di V., con lei e i suoi figli, avvolti nelle coperte, piano piano è arrivato il giorno... le notizie erano sempre più sconcertanti... Paganica distrutta, il centro sconvolto dai crolli, 4 bambini le prime vittime accertate.. la casa dello studente crollata come anche altri palazzi a via XX settembre...


Intanto l'Italia tutta intorno a noi si svegliava in un lunedì mattina apparentemente uguale a tutti gli altri... e, accendendo le radio e i televisoi si rendeva conto della tragedia che durante la notte si era abbattutta sull'Abruzzo...
I telefoni avevano ripreso la loro attività, molto più frenetica del solito.... raggiunti dalle chiamate di tanti amici e parenti preoccupati, in un primo momento, ma felici di sentire la nostra voce...
Appena sono arrivati i nostri familiari siamo saliti in casa due minuti a prendere l'indispensabile... con il cuore a tremila abbiamo salito le scale che portavano all'appartamento... pochi istanti per riempire due buste e di nuovo in strada... mentre scendevamo le scale l'ennesima scossa di assestamento, di quelle che ci avevano accompagnato per tutta la notte...


Ho salutato F. e i suoi e poi siamo partiti, i miei nella loro macchina e io nella mia con mia sorella alla guida... mentre tornavamo verso casa la mia mente si è affollata di pensieri... non ero ancora riuscita a sentire tutti i miei amici, molti comunque non erano ancora rientrati... avrei voluto sentire tutti.. tutte quelle persone che incroci più o meno spesso nella tua vita, senza dare importanza alla cosa, ma che in questi momenti ti riempiono l'animo... pensi a cosa staranno passando, dove saranno... e magari non sai neanche qual'è il loro nome.. la cassiera del supermercato, le infermiere del reparto di endocrinologia, la signora delle poste e l'impiegata della segreteria... un mondo intero di persone che finora non avevi mai considerato parte della tua vita e che invece lo sono...


Perchè L'Aquila non è solo la città che ho scelto per i miei studi... era la Birra allo Student e il Rhum e pera all'Obelix , era i latino americani al Magoo... l'odore di grissini appena sfornati passando davanti alla Perla Nera... l'aperitivo al Crazy Bar... le file davanti la segreteria per accaparrarsi il numeretto... le partitelle sul prato davanti a Collemaggio... le serate all'Irish... il gelato a Piazza duomo... il mercoledì sera al Movieplex con lo sconto studenti... le serate tra coinquiline... le cenette organizzate in tutta fretta... il giovedì universitario... le nevicate fino a marzo...


E, a distanza di due mesi tutto questo ora mi manca... mi manca, e non sapete quanto...