"Ou ne voit bien qu'avec le coeur...
L'essentiel est invisible pour les yeuse"

(Antoine De Saint Exupery)

domenica 13 marzo 2011

Di terremoto, tsunami e rischio nucleare..

Dopo quasi due anni mi basta sentire la parola "terremoto" per rivivere attimo per attimo quei maledetti 37 secondi che hanno distrutto L'Aquila e messo in ginocchio la sua popolazione... dopo quasi due anni mi sembra ancora di vedere i muri di casa mia dondolare, l'armadio arrivare a pochi centimetri dal mio viso e poi tornare a sbattere violentemente contro la parete, le scale muoversi sotto i miei piedi mentre cerco di uscire dal palazzo, i mobili schiantarsi a terra e il loro contenuto volare da qualunque parte, come all'interno di un vortice... dopo quasi due anni sono ancora lontana dal dimenticare quella terribile notte e forse è per questo che non riesco a guardare il tg in questi giorni... non voglio vedere le città distrutte, il conto delle vittime che sale incessantemente ora dopo ora, le immagini più cruente che vengono mostrate il loop per tutto il giorno, in tutti i tg, a tutte le ore... 
Sono combattuta tra la voglia di sapere, di conoscere quello che realmente è successo e il terrore di piombare di nuovo in quel vortice di apatia e paura dal quale faticosamente sto cominciando ad uscire... e del quale, guardando quelle immagini catastrofiche, mi vergogno anche un po'.

D'altro canto c'è anche la curiosità, verso un paese che è riuscito a dominare la natura molto più di quanto non lo abbiano fatto tutti gli altri, verso un paese che riesce ad uscire praticamente indenne da scosse maggiori di 7 gradi, quando L'Aquila è stata distrutta da una scossa di appena 6,4... 
verso una popolazione che è riuscita ad affrontare con sorprendente compostezza e lucidità una tragedia di proporzioni inimmaginabili... 
Avete provato a pensare che se non fosse stato per lo tsunami, dal quale, purtroppo, credo che nessun paese riuscirà mai a proteggersi, il Giappone avrebbe riportato dei danni minimi a seguito di una scossa di 9 gradi??
Mi verrebbe da dire che dovremmo imparare da queste persone, ma è pura utopia... noi dovremmo imparare innanzitutto ad utilizzare il cervello in modo diverso, a non puntare sempre ad essere più furbi degli altri, a non fregare alla prima opportunità... a noi mancano le basi, l'ABC, è questo il problema... ai nostri costruttori, alla maggior parte almeno, non interessa di portarsi all'avanguardia sui sistemi antisismici.. perchè se si può utilizzare cemento scadente e la metà del ferro necessario, per risparmiare e guadagnare di più, noi lo facciamo e chissenefrega se un giorno un terremoto butta tutto giù..
Questa è la triste realtà. 

Al Terremoto e allo tsunami, poi, si è aggiunto anche il rischio di contaminazioni nucleari... argomento verso il quale sono particolarmente sensibile... forse perchè faccio parte della generazione di Cernobyl, e soprattutto di quella fetta di popolazione che a distanza di km e tempo ha conosciuto sulla propria pelle le conseguenze del disastro che colpì la città Ucraina nel 1986... 
Esattamente avevo 18 anni quando ho cominciato ad avvertire i primi sintomi.. non stavo bene, dimagrivo a vista d'occhio, dormivo poco, passavo da momenti di nervosismo acuto a attimi di semidepressione... è bastato poco ai miei per rendersi conto che qualcosa non andava e dopo quasi un anno di ricerche, analisi e test di ogni tipo, ricordo come fosse oggi il verdetto finale pronunciato dal mio dottore dell'epoca... "ormai possiamo dirlo con certezza, hai il Morbo di Stocavolo (pardon... posso vantarmi di avere un morbo dal nome impronunciabile!)... è una malattia con la quale dovrai imparare a convivere, non c'è una cura, è una malattia cronica, ma tenteremo di tenerla sottocontrollo e ci riusciremo! La tua generazione, la generazione di Cernobyl, ha visto un aumento esponenziale dei casi di malattie autoimmuni tipo questa, siete stati colpiti, vostro malgrado, da una delle più eclatanti contaminazioni che l'umanità riesca a ricordare".
E così eccomi ad oggi, a 27 anni, con il metabolismo sempre  per fatti suoi nonostante le 8 pasticche che prendo giornalmente, le analisi settimanali e i controlli mensili, a riflettere sulla tragedia più grande che ha colpito il mondo negli utlimi anni, a pensare a quelle persone che hanno perso tutto e a quelle che molto probabilmente hanno perso buona parte della propria salute, una delle cose più preziose che abbiamo... 
A riflettere sul fatto che, nonostante la malattia e il terremoto vissuto sulla mia pelle, posso e devo comunque ritenermi fortunata, una privilegiata, in qualche modo. Perchè il terremoto può uccidere, ed io ho avuto la fortuna di raccontarlo... perchè le rediazioni mutilano pesantemente, ed io, seppur drogata di medicinali, faccio una vita più che normale.
Bisogna sempre trovarsi davanti a situazioni estreme per capire quanto effettivamente siamo fortunati? Io credo di no, basta solo imparare ad apprezzare  le piccole cose che quotidianamente ci troviamo di fronte, e sperare nel futuro e nel destino, o in qualcosa di più grande, per chi, come me,  ama credere che esista.

E così tra una riflessione e l'altra spengo la tv, accendo lo stereo e mi lascio trasportare dalla musica... 
Buona domenica!!

6 commenti:

rossella ha detto...

condivido tutto. anche la musica...

un baciotto

Senti una Cosina... ha detto...

che post toccante, parole giustissime e piene di forza!

buona domenica!

Chiara ha detto...

Cercherò di ricordarle spesso le tue parole, quando mi lamenterò delle sciocchezze...

Federica ha detto...

sei veramente una persona bellissima!!!

Lunga ha detto...

ricordo di essere venuta qui in questo blog perchè avevo letto sul blog di federica che eri stata coinvolta nel terremoto dell'acquila.

e le prime del tuo post mi hanno fatto tremare...

Lunga ha detto...

scusami intentendevo le prime frasi